Tenuta delle Terre Nere Contrada Calderara – Etna Rosso Doc – Anno 2016

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Descrizione

I terreni di Calderara Sottana sono facilmente riconoscibili, anche a colpo d’occhio. Di tutti i crus della D.O.C. Etna sono sicuramente i più sassosi. Tanto che nelle zone esemplari non si vede il terreno dai sassi che ci sono. Grossi come un pugno, leggeri, un misto di pomice nera e basalto. La parola stessa, Calderara, ricorda il calore, probabilmente nata dal tepore che le pietre nere trattengono e ritrasmettono alla terra nelle notti fredde. Il terroir della contrada Calderara è stato originato da colate laviche e depositi vulcano-clastici relative all’attività effusive ed esplosiva del centro eruttivo dell’Ellittico , circa tra i 60,000 e i 15,000 anni fa. Sebbene molto giovane in termini geologici, il suolo dell’Ellittico è lo strato superficiale più antico dove sia possibile piantare. La ragione è semplice: millenni di colate laviche hanno seppellito I suoli più antichi, lasciando, di fatto, solo piccole e rare porzioni del suolo dell’Ellittico. Sul versante nord dell’Etna ci sono quattro o cinque Contrade che hanno “terroir Ellittico”. Tre terreni tuttavia, sono spuri, in quanto la natura ignea dell’Ellittico si è mischiata con terreni alluvionali di natura sedimentaria dovuti allo straripamento del fiume Alcantara. Sul versante nord dell’Etna solo due Contrade su centinaia e centinaia sono “puro” terroir Ellittico: Calderara e San Lorenzo. L’altitudine varia dai 600 ai 700 metri. La vendemmia avviene nella seconda decade di ottobre. Localmente Calderara e i suoi vini godono di una reputazione straordinaria. Il nostro Calderara Sottana è frutto di vigneti vecchissimi, dai 50 ai 100 anni di età. Di tutti i nostri crus è forse il più completo: come un obiettivo a grandangolo comprende il più ampio panorama, così il nostro Calderara sembra contenere ed esibire il più ampio spettro di sapori, profumi, nuances. Floreale e speziato, è aromatico e austero al contempo. Dona una meravigliosa sensazione di pienezza al palato, ma ineffabilmente lieve. Don Peppino, la cui devozione a Calderara lo spinse a coltivarne le vigne per 70 anni, ben descrive i vini di Calderara: “cremosi”, li chiama. E ha ragione. Pollame nobile, ragouts di carni bianche, arista, maiale al latte, coniglio al vino bianco, agnello al forno.